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Recensione scritta da lanottoladiminerva
Un aeroporto gestito malissimo, lunedì 14 dicembre 2009 Per ragioni di lavoro devo partire da Parma per RC. La sede di destinazione provvede a farmi un biglietto elettronico e a comunicarmi gli estremi. Si accorgono, però, di avere fatto un mero errore materiale sbagliando il nome. Provvedono immediatamente a correggerlo e per sicurezza prendono contatto con il check-in di Parma dove l'operatore di turno li rassicura promettendo di informare i colleghi e di aggiustare la procedura. Arrivo alle ore 05,45 all'aeroporto. Non c'è un parcheggio libero. Quelli una volta esistenti lunga la strada d'arrivo sono stati appositamenti eliminati. Unica possibilità quello a pagamento: due giorni e una notte 24 euro. Mi presento al check-in e la signorina mi informa subito che c'è un problema. Sa benissimo cosa è successo, dice che hanno anche provato a cercarmi sul cellulare ma che non avrei risposto (sig?), ma mi dice che il mio biglietto non è valido. Le mostro le e-mail che mi sono giunte dall'agenzia di RC dove mi informano che l'errore è stato corretto e che hanno sistemato con Alitalia-Parma la questione. Ma la signorina mi dice che non ci può fare niente e che le e-mail non dicono il vero. Poi, aggiunge, "noi non siamo Alitalia.... ???", e ancora "l'errore non l'abbiamo fatto noi!". A questo punto chiedo cosa si può fare e lei mi risponde che devo fare un nuovo biglietto. Cosa che, per non polemizzare, decido di fare. Allora mi invita ad aspettare alla biglietteria perchè quando finirà il check-in mi verrà a fare il biglietto. Attendo pazientemente ancora un quarto d'ora in un aeroporto dove non c'è alcun servizio. Bar chiuso. Arriva la signorina, che ancora continua a dirmi che le mie e-mail non sono veritiere e che non è possibile sistemare la situazione. A questo punto mi scoccio e le dico che un sistema computerizzato come quello che gestisce i biglietti dovrebbe avere una modalità per correggere dei meri errori materiali. La mia pazienza è finita e le dico che sono ridicoli, che invece di semplificare le cose sembrano l’ufficio complica&ingarbugli. La signorina si arrabbia ulteriormente e mi minaccia di non emettermi il nuovo biglietto. Senza mandarla a quel paese come avrei dovuto fare, le sbraito dietro dicendole di fare quello che vuole: se mi fa il biglietto parto, altrimenti torno a casa a dormire. Lei dico poi, che comunque, mi preoccuperò di fare una bella recensione su internet sul suo comportamento. Alla fine mi fa il nuovo biglietto solo andata per Reggio Calabria: 350 euro + 15 euro di diritti di agenzia. Penso: con la stessa cifra vado e ritorno a New York. Chiudo la polemica e passo avanti. Vado all’imbarco. Io, per ragioni mediche, non posso passare dai metal detector. Questa è una cosa che devo gestire in tutti gli aeroporti. Ma a Parma è gestita malissimo. Senza alcun riguardo ne privacy mi costringono ad una perquisizione corporale facendomi quasi spogliare in mezzo alla stanza di fronte a tutti. Via il giaccone, via il maglione, la cintura dei pantaloni, svuotare le tasche, togliere le scarpe. Oltre la frustrazione di avere un pacemaker uno deve vivere anche la frustrazione di perquisizioni senza un po di tatto. Se posso, mai più Parma. << Inizio < Prec. 1 Pross. > Fine >> Risultati 1 - 1 di 1 |
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